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Fede e/o ragione

Curdi e lefebvriani insieme, Sala stampa vaticana fuori controllo

In una mattinata anomala un gruppo di curdi quasi occupa la Sala stampa della Santa Sede; è piena di giornalisti ma tutti pensano alla dottrina cattolica e ai lefebvriani

redazione
mercoledì 18 aprile 2012 19:06

Per circa una mezz'ora, questa mattina, la Sala stampa della Santa Sede è diventata l'aereo più pazzo del mondo. E il bello è che quasi nessuno se n'è accorto. Grande afflusso di vaticanisti e troupe televisive per l'annunciato briefing di padre Federico Lombardi sul possibile accordo fra Santa Sede e lefebvriani.

Finalmente la saldatura con il gruppo ultratradizionalista è prossima, il pontificato di Ratzinger è vicino al suo zenit. Anzi no, comincia a circolare la voce che per ora la Santa Sede annuncerà solo di aver preso visione degli ultimi chiarimenti dottrinari prodotti dalla Fraternità di San Pio X (questo il nome vero dei lefebvriani) e chissà di che chiarimenti si tratta. Si pensi infatti che solo nel novembre scorso il gruppetto fondamentalista aveva rovesciato una valanga di contumelie e accuse virulente e antisemite sugli ebrei, sul Papa e sui rappresentanti delle altre fedi che si riunivano ad Assisi per pregare insieme per la pace.

Dunque, tutti presi dalla fervente attesa, noi cronisti vaticani non abbiamo fatto caso a quanto nel frattempo avveniva. Un gruppo di 15-20 persone, magliette comuni, visi mediorientali, barbe qua e là un po' incolte, facce serie e composte, staziona nell'atrio della Sala stampa; con loro parla il vice di Lombardi, padre Ciro Benedettini. Circoliamo distratti, col pensiero ai chiarimenti dottrinari, qualcuno si gira e dice: "ma questi chi sono?". Già chi sono? Si scherza: "saranno i lefebvriani? No sono i partecipanti al corso sulla comunicazione ecclesiale promosso dall'Università dell'Opus Dei e oggi in vista qui in Sala stampa". Nessuno dei due.

Son un bel gruppo di curdi che si è infilato nella Sala stampa della Santa Sede per chiedere attenzione mediatica alla situazione di Ocalan, lo storico leader recluso in Turchia e, più in generale, alla situazione del loro popolo. Mobilitazioni analoghe si svolgevano oggi al Parlamento di Strasburgo, per altro un gruppo di 15 curdi è in sciopero della fame dal primo marzo. La questione curda rimane fenomeno complesso dalla Turchia alla Siria all'Iraq. Il fatto è che nell'attesa lefebvriana nessuno si rendeva conto che il gruppetto non levava facilmente le tende e chiedeva la diffusione di un comunicato stampa di svariate pagine. Poco dopo arrivava però padre Lombardi e ci annunciava che nei negoziati con i lefebvriani finalmente si facevano passi avanti; la gran parte degli astanti rimaneva vagamente perplessa (tranne alcuni vandeani della prima ora). Successivamente, tuttavia, tornava padre Ciro che prendeva ad aggirarsi fra i giornalisti con il comunicato dei curdi, un lungo testo sul compagno Ocalan. Quindi precisava: "mi raccomando non dite che lo ha distribuito in via ufficiale la Sala stampa, fatene l'uso che volete". Scherziamo di nuovo: "il Pkk fa da contrappeso all'arrivo dei lefebvriani?" l'ironia non veniva raccolta.

Poi emerge un altro particolare: il gruppo si era diretto prima alla sede della Radio Vaticana che dista poche centinaia di metri. Ma lì, con prontezza, gli era stato detto: "il posto giusto per sensibilizzare i media è un altro". E così la spedizione curda aveva fatto rotta sulla Sala stampa dove però più che alle prigioni e agli scioperi della fame, si prestava attenzione alle complesse deliberazioni della Congregazione per la dottrina della fede.