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Energia pulita

Italia: le foreste guadagnano terreno, ma è un caso. E ci avviciniamo a Kyoto

I boschi avanzano, approfittando dell'abbandono del territorio, e aiutano l'Italia a far fronte agli impegni internazionali

redazione
venerdì 20 aprile 2012 18:56

Di Luca Scarnati

Entro la fine dell'anno l'Italia dovrà far fronte agli impegni internazionali previsti dal Protocollo di Kyoto per la riduzione delle emissioni di gas serra: 6,5% in meno rispetto a quelle del 1990. Può sembrare poca cosa, ma bisogna tenere conto dell'andamento crescente dell'industrializzazione e quindi delle emissioni nei decenni precedenti al 1990: un calo anche piccolo rispetto a quella data rappresenta in realtà una grossa inversione di tendenza rispetto alle previsioni di continua crescita. Attualmente la riduzione è calcolata intorno al 5,4% e la scadenza è vicina, nonché le eventuali sanzioni previste.

C'è però la possibilità di ricorrere ai serbatoi di carbonio, ossia una certa quantità di emissioni che non sono riuscito a impedire le posso ingabbiare in serbatoi naturali, come se non le avessi mai prodotte. L'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), che si occupa della contabilità complessiva delle emissioni, stima che il 70% della distanza che ci separa dal raggiungimento degli obbiettivi di Kyoto può essere rappresentato dagli ecosistemi forestali, serbatoi naturali di carbonio assorbito dalle piante tramite la fotosintesi e immagazzinato nella vegetazione e nei suoli.

In questo contesto, al fine di certificare l'entità di questi serbatoi, il Corpo Forestale dello Stato (CFS) ha presentato in questi giorni i risultati dell'Inventario Nazionale delle Foreste e dei Serbatoi Forestali di Carbonio (INFC), aggiornando le informazioni sulla consistenza e lo stato dei boschi italiani, risalenti ormai al 1985. Alla presenza del Ministro dell'ambiente Corrado Clini e del Ministro delle risorse agricole Mario Catania, i tecnici del CFS hanno mostrato i dati da cui risulta come le foreste avanzino: si è passati da una copertura di 8.675.000 ettari per il 1985, ai 10.467.000 stimati al 2005, il 34,7% della superficie complessiva dell'Italia. Circa 12 miliardi di alberi, divisi per 113 specie arboree, il faggio la più diffusa, e 64 arbustive, un vero e proprio serbatoio di biodiversità. In merito alla capacità degli ecosistemi forestali d'immagazzinare carbonio, secondo l'INFC risultano esserci circa 4 miliardi di tonnellate di CO2, il 38% nella vegetazione, il 58% nei suoli e il 4% nella lettiera. Per il responsabile nazionale del progetto per il CFS, il dott. Pompei, si tratta di uno strumento indispensabile in vista delle prossime scadenze del Protocollo di Kyoto: "la contabilizzazione del carbonio contenuto nei boschi italiani ci aiuterà a raggiungere l'obbiettivo fissato dagli accordi internazionali, risparmiando all'Italia fino a 1 miliardo di € di sanzioni dall'Unione Europea".

Unica nota è che l'avanzamento delle foreste è dovuto in gran parte all'abbandono delle aree rurali e delle pratiche tradizionali, mentre "sarebbe auspicabile - secondo le parole dello stesso Ministro Clini - una più incisiva politica di sostegno alle attività legate al territorio rurale, per una gestione sostenibile dello stesso. Anche perché una maggiore cura del territorio significa prevenzione del dissesto idrogeologico". "Contro un consumo del suolo indiscriminato - prosegue il Ministro Catania - possiamo indicare un nuovo modello di sviluppo, che faccia anche delle foreste un'economia virtuosa".