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Arabi in rivolta

L'interessante caso di George Haswani

Un uomo d'affari siriano, di famiglia cristiana, è accusato di intermediazione petrolifera tra il regime siriano e l' Isis.

redazione
lunedì 23 marzo 2015 11:22

I casi, come spesso accade, sono interessanti in sé e nel contesto in cui avvengono. Cominciamo allora col capire il caso "in sé". Un uomo d'affari siriano, di famiglia cristiana, è stato accusato di intermediazione petrolifera tra il regime siriano e lo Stato Islamico dell'Iraq e del Levante,o della Siria, ai più noto come Isis.

La sua società, la Hesco, stando a quanto raccontato dal Telgraph, sarebbe al centro di un particolare caso di cogestione, sempre tra regime siriano e Isis, in una sua istallazione energetica a Tabqa, nella Siria centrale: cogestione che durerebbe da quando l'Isis occupò gli impianti in oggetto.

Le accuse devono essere circostanziate, dal momento che hanno convinto l'Europa a inserirlo in una sorta di "black list"di personalità alle quali è proibito entrare in Europa e i cui conti sono stati posti sotto sequestro dal 9 marzo. Lo affermano diversi quotidiani, e lui stesso, in un'intervista, pur negando ogni addebito, parla di "errore europeo". L'azione nei suoi confronti da parte europea, pur in un momento di ritrovata "tenerezza" nei confronti del regime damasceno, ha però richiamato scarsa attenzione in Italia.

Quello di George Haswani non è un nome nuovo alla cronache. Nei giorni drammatici del sequestro delle suore di Maalula il suo nome è stato citato spesso e volentieri come quello dell'uomo che mediava tra sequestratori e regime di Damasco. Al tempo alcune fonti specificarono che la sua famiglia sarebbe di rito melchita, cioè greco cattolico, di Yabroud, la città siriana dove le monache furono tenute in ostaggio e successivamente distrutta dall'esercito.

Uomo con accesso diretto al presidente siriano, stando a quanto affermano gli stessi organi pro regime che al tempo ne parlarono, George Haswani in quella circostanza almeno ebbe anche accesso diretto a diversi patriarchi, stando alle cronache.

Ora dopo la decisione europea, alcuni sollevano il curioso interrogativo: "non è che il presidente siriano ha favorito la crescita dell'Isis per presentarsi come il solo baluardo contro di esso?"