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Arabi in rivolta

La deriva incendiaria dei maroniti di Aoun

Guardare per credere: questo è un picchetto di manifestanti seguaci del generale Aoun, che con il sostegno di Hezbollah vuole la presidenza del Libano.

redazione
venerdì 10 luglio 2015 09:16

Questa foto è stata scattata ieri a Beirut.
Era la giornata di mobilitazione dei maroniti fedeli al generale Michel Aoun che contestano il governo in carica e sostengono (con l'appoggio almeno a parole di Hezbollah) la candidatura di questo anziano protagonista della guerra civile libanese alla Presidenza della Repubblica.

Da mesi sono determinati a bloccare il Paese pur di imporlo alla presidenza della Repubblica. Non avendo i voti sufficienti di parlamentari per eleggerlo, boicottano da un anno il voto in aula, impedendo che si raggiunga il quorum dei due terzi perchè la votazione sia valida.

Ora attaccano il governo, ultima simulacro di esistenza del Libano, paese paralizzato a livello parlamentare e senza capo dello Stato.

Tutto questo si sa da tempo ma ieri in città si sono visti picchetti di aounisti come questo. Quella che si vede è una bandiera nera, come altre, solo che vi spicca la Croce e la frase scritta in arabo è presa del libro dei Re, secondo, 3:14, che dice "Per la vita del Signore degli eserciti alla cui presenza io sto". Abbiamo deciso di documentare questa pericolosissima deriva perché è del tutto evidente che le ossessioni presidenziali del generale Aoun per noi contano poco, ma quel che è pericoloso è il contagio che certe ossessioni politiche inserite in un contesto incandescente come quello mediterraneo possono determinare. Questi a noi appaiono mozziconi di sigarette gettate in un pagliaio come il Libano, che miracolosamente non ha ancora preso fuoco, ma..