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Fede e/o ragione

Carròn, Scola e l'amico Formigoni scaricato

"Lo vedo solo per gli auguri di Natale", ripete don Scola. "Che amarezza", dice don Carròn. Eppure proprio Formigoni era al centro di certe letterine al Vaticano....

redazione
sabato 5 maggio 2012 13:28

Brutto ricorrere a certi testi per basse polemiche, ma visto che abbiamo a che fare con il capo di CIELLE e con il papa-in-pectore, viene proprio da dire "non fare agli altri quel che non vorresti fosse fatto a te". Ed essere lasciati così, come un fidanzato che riceva il benservito dalla sua lei a mezzo SMS, è proprio sgradevole, brutto. Eppure è questa l'impressione che si ricava leggendo il carteggio che solo pochi mesi fa intercorreva tra il Nunzio Apostolico in Italia, mons. Bertello, e il capo di CIELLE, don Juliàn Carròn.
Accade infatti che nei giorni scorsi, riferendosi alle condotte del ciellino Formigoni, il successore di don Giussani alla guida di CIELLE, don Juliàn Carròn, abbia scritto a "La Repubblica": "sono stato invaso da un dolore indicibile nel vedere cosa abbiamo fatto della grazie che abbiamo ricevuto."
Dolore davvero grave quanto subitaneo, visto che, pochi mesi prima, quando si trattava di aiutare il cardinale Angelo Scola a diventare arcivescovo di Milano, don Carròn scrivesse a monsignor Bertello - oggi Goverantore dello Stato della Città del Vaticano - al tempo l'uomo incaricato di fare al papa i nomi tra i quali scegliere il successore di Dionigi Tettamanzi alla guida della chiesa ambrosiana, in questi termini: "dal punto di vista della presenza civile della Chiesa non si può non rilevare una certa unilateralità di interventi sulla giustizia sociale (sic), a scapito di altri temi fondamentali della Dottrina sociale, e un certo sottile ma sistematico neocollateralismo, soprattutto della Curia (lombarda) verso una sola parte politica,trascurando, se non avversando, i tentativi di cattolici impegnati in politica, anche con altissime responsabilità nel governo locale, in altri schieramenti." Per questo, prosegue la missiva, "l'unica candidatura che mi sento di presentare" è quella, guarda caso, del cardinale Scola. Questo testo appare oggi su "Il FAtto".
C'è bisogno di tradurre? Don Carròn scrive al Nunzio: il cardinale Scola, a noi notoriamente legato da sempre, se venisse nominato arcivescovo di Milano non farebbe come Tettamanzi, che insistendo tanto sulla giustizia sociale aiuta il centro sinistra, ma aiuterebbe il nostro presidente della regione, Formigoni, e il centrodestra che della giustizia sociale si interessano meno e giustamente, secondo Carròn. Dunque nominare Scola per sostenere anche Formigoni e il centrodestra.
Eppure, strane casualità della vita, di lì a breve si sarebbe appreso che il cardinale Scola a Formigoni appena appena lo conosceva, lo vedeva per gli auguri di Natale, come a me capita con un amico dei tempi di scuola. E che don Carròn avrebbe scoperto che quel Formigoni non era più un bene "politico" da tutelare per tutta la cristianità, ma un problema per CIELLE e le sue grazie.
Davanti a tanta spavalderia, viene da dire; "viva la faccia di Formigoni". O no?