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Un socialista all'Eliseo non fa crollare i mercati, parola di Osservatore romano

L'addio silenzioso a Nicolas Sarkozy, l'inventore della laicité positive. I giovani in Grecia al voto contro l'Ue mentre in Siria si svolgono le elezioni farsa.

redazione
lunedì 7 maggio 2012 17:03

Le borse tremano, i mercati vanno giù poi, almeno in parte, risalgono segno che anche un socialista può vincere in Francia. La Grecia non è più lei dopo il voto, voci interne dicono che si rivoterà a giugno, in ogni caso non c'è spazio per soluzioni politiche ragionevoli. E poi la Siria, dove si vota fra violenze e boicottaggi. L'Osservatore romano di oggi racconta la giornata elettorale nel mondo.

I Mercati non crollano
Sul giornale della Santa Sede si sottolinea come, dopo la tornata elettorale europea e in particolare il voto in Francia e Grecia, i mercati abbiano prima oscillato verso il basso, per poi recuperare gradualmente nel corso della giornata, ''Mercati incerti ma non troppo'' e' il titolo del servizio. ''I risultati elettorali europei, come era facilmente pronosticabile - si legge - hanno trasmesso incertezza ai mercati, timorosi che i piani di rigore dell'Ue possano essere rimessi in discussione''. ''Soprattutto la Borsa di Atene - si spiega - risente degli evidenti timori che nel Paese ellenico non si riesca a formare un Governo capace di rispettare gli impegni internazionali e, a fine mattinata, perde oltre l'8 per cento''. Tuttavia ''dopo un avvio molto negativo le altre piazze continentali si sono dimostrate piu' calme e in alcuni casi hanno virato in positivo, soprattutto dopo che le agenzie statunitensi hanno reso noto che la vittoria di Hollande non avra' impatto sul rating francese''. Quindi sul giornale della Santa Sede si spiega: ''per Citigroup, che analizza i risultati elettorali in un rapporto, resta basso il rischio di una frammentazione dell'Unione monetaria. Ma l'euro e' comunque sceso fino a quota 1.295 sul dollaro, il livello piu' basso dal 25 gennaio e ben al di sotto dell'oscillazione tra 1,30 e 1,35 delle ultime settimane. Le principali Borse asiatiche - ad eccezione di quella di Shangahi - hanno chiuso tutte in ribasso con le piazze di Tokyo e Seoul che hanno toccato i minimi da parecchi mesi''.

Francia e Grecia destini diversi
L'Osservatore Romano di oggi dedica buona parte della prima pagina alla tornata elettorale europea. Grande rilievo hanno le elezioni francesi che danno l'apertura al giornale: ''Un socialista torna all'Eliseo dopo 17 anni'' e' il titolo principale della prima pagina. Il servizio e' una cronaca degli ultimi avvenimenti senza giudizi politici ma con un'unica annotazione iniziale: ''Previsioni rispettate in Francia - si legge infatti - dove il socialista François Hollande e' stato eletto presidente. Nel ballottaggio di ieri ha sconfitto il capo dello Stato uscente, Nicolas Sarkozy, anche se il margine e' stato inferiore rispetto a quello che si attendeva''.
Nessun riferimento, in questi primi commenti vaticani, all'uscita di scena di un presidente, Nicolas Sarkozy, che aveva lanciato la cosiddetta 'laicite' positive'', cioe' il tentativo di dare piu' ampio rilievo pubblico alla Chiesa cattolica e alle religioni, nel dibattito politico, culturale e legislativo. La strategia di Sarkozy era stata apprezzata dalla Santa Sede, anche se, su altri temi, per esempio l'immigrazione, la questione dei rom, i rapporti fra la Chiesa e l'Eliseo erano stati a volte tesi. Altro capitolo cui viene dedicato spazio, e' quello delle elezioni in Grecia. In questo caso il giornale della Santa Sede nette in luce la frammentarieta' del quadro politico che esce dal voto. ''Il messaggio che viene dalle urne - si legge sull'Osservatore - e' chiaro. I greci hanno penalizzato i partiti a favore dell'euro, e i partiti anti-austerita' e anti-Europa hanno raggiunto insieme il 50 per cento dei consensi''. ''Insomma, Nuova Democrazia e il Pasok - si spiega - che per quaranta anni hanno dominato la scena politica del Paese, sono gli sconfitti del voto di ieri''. Un dato da sottolineare e' quello dell'affluenza. L'astensione ha riguardato in particolare gli adulti e gli anziani. Sono stati invece i giovani a recarsi in massa alle urne. E con il loro voto hanno voluto manifestare il loro malcontento nei riguardi dei cosiddetti vecchi partiti.

Siria al voto fra boicottaggi e sangue
Infine il quotidiano d'Oltretevere dedica un servizio anche alle elezioni che si svolgono in Siria, sottolineando però che "la consultazione è boicottata dall'opposizione e si svolge mentre proseguono le violenze". Il giornale della Santa Sede riferisce che "circa 15 milioni di siriani sono chiamati oggi a esprimere il loro voto per il rinnovo del Parlamento nelle prime elezioni 'dell'era del multipartitismo'". E però "le consultazioni sono boicottate da tutte le opposizioni in patria e all'estero che accusano il governo di Damasco di aver organizzato 'l'ennesima farsa'". "Le elezioni legislative - è l'analisi del quotidiano vaticano - sono state volute dal presidente Bashar Al Assad per legittimare il Governo di Damasco dopo 13 mesi di violente proteste e dure repressioni che hanno causato migliaia di morti. La consultazione si tiene in una cornice di violenza nel Paese e nel mancato rispetto del cessate il fuoco richiesto dall'Onu. Il voto, inizialmente programmato per settembre, era stato rinviato dopo la presentazione di un piano di riforme da parte di Assad e la nuova Costituzione approvata a febbraio per referendum che ha portato alla costituzione di nove partiti".
"Ma nella sola giornata di sabato - si rileva - è stato di almeno 11 morti in tutta la Siria il bilancio delle vittime, stando agli attivisti. A essere prese di mira dall'esercito siriano, sono state Damasco e la città di Aleppo, colpita da pesanti bombardamenti. Nella capitale l'esercito siriano ha sparato gas lacrimogeni per disperdere una manifestazione dell'opposizione durante i funerali di nove manifestanti". "Poco prima, alla periferia di Aleppo - spiega il giornale - cinque persone hanno perso la vita per l'esplosione di una bomba, mentre altri cinque civili sono morti nella zona di Helmuz, nella provincia di Homs. L'ultima vittima sempre nella stessa regione. E, sempre secondo fonti dell'opposizione, combattimenti intensi si sono registrati nella cittadina di Deir Al Zor, sul fiume Eufrate nella parte orientale del Paese, ricco di petrolio. I ribelli, armati di lanciarazzi rpg, hanno attaccato le posizioni e i carri armati dell'esercito siriano".