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Arabi in rivolta

Cosa ci dice la strage di Damasco?

Strage di Stato? O Strage di Terrorismo? Si saprà mai la verità? Forse no, ma alcune verità sono comunque evidenti. Basta la cronaca per coglierle.

redazione
giovedì 10 maggio 2012 11:53

Sangue, morti, corpi straziati, anche quelli di bambini che andavano a scuola, o di semplici passanti. Chi ricorda Bologna, l'Italicus, Piazza Fontana non si sorprenderà se diciamo che difficilmente si saprà se sia stata una strage di stato, probabile, o di terroristi, possibile (strana l'assenza di una rivendicazione). Restano però dei fatti.
1) La mattanza siriana è cominciata 14 mesi fa.
2) Il numero delle vittime è elevatissimo, ormai il macabro conto ha superato quello dei bosniaci che perirono nell'assedio di Sarajevo.
3) All'inizio di questa insurrezione contro il regime di autobombe non v'era traccia, e non ve ne è stata per mesi.
4) Da quando sono cominciate le esplosioni molte di esse sono state con ogni probabilità opera del regime. (Chi lo nega ha tutto il diritto di farlo, ma ci sono stati dettagli imbarazzanti, come quello dell'attentatore suicida fotografato mentre stava per farsi saltare in aria, o quello dei soccorsi arrivati sul posto proprio al momento dell'esplosione.)
5) Annan, gestore fallimentare del fallimento dell'Onu a gestire la crisi siriana, ha detto pochi giorni fa che negli ultimi tempi la tortura sarebbe aumentata, che dopo l'inizio di quello che doveva essere un cessate-il-fuoco il regime ha arrestato molti attivisti per la difesa dei diritti umani, esponenti del fronte disarmato e pacifista.
5) Intanto in Siria sarebbero giunti "jihadisti" non siriani, dunque elementi estranei alla lotta siriana che cercano di strumentalizzarla per loro obiettivi.
6) Alcuni siriani poi avrebbero lasciato il campo dell'insurrezione pacifica, avrebbero deciso di prendere le armi, convinti che non ci sia altro sistema per liberarsi di Bashar al-Assad.
Da tutto questo si evince che l'inerzia della comunità internazionale oltre a tradire le legittime aspettative di gran parte della popolazione siriana non fa che favorire, ovviamente, la radicalizzazione del conflitto. Proprio come vuole la parte prevalente nel regime siriano, chi dall'esterno voglia strumentalizzare e chi, per disperazione, dopo 14 mesi, non vede che la lotta armata.