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Europa

Tradizionalisti, fascisti e lefebvriani in marcia contro Hollande

A Parigi l'estremismo di destra alleato con il cattolicesimo reazionario contesta il presidente socialista. E Alemanno copia

redazione
domenica 13 maggio 2012 12:32

mons. Bernard Fellay, attuale capo dei lefebvriani
mons. Bernard Fellay, attuale capo dei lefebvriani

Con un appello altisonante, i gruppi ultratradizionalisti francesi e l'area cattolica lefebvriani si mobilitano oggi per scendere i piazza contro Francois Hollande. E' questo, ormai, il clima che si respira in una parte minoritaria del cattolicesimo europeo tornato in auge negli ultimi anni in ragione dell'apertura di credito che gli è stata concessa dalla Santa Sede.

E così, il gruppo francese Civitas - erede diretto della tradizionalismo alla Charle Maurras, celebre promotore dell'Action francaise, il movimento razzista e antisemita, sostenitore del regime fascista di Pétain e poi in parte confluito nel Front National di Le Pen - ha lanciato un appello per una marcia dei tradizionalisti cattolici che si terrà oggi a Parigi contro l'insediamento del presidente socialista. "Con l'arrivo di Francois Hollande all'Eliseo - si legge nel testo - c'è un nuovo Paese legale che cerca d'imporre la propria visione". "In nome del 'cambiamento' - prosegue l'appello - si promette un vero stravolgimento della società francese. Uno stravolgimento che si fonda su una visione intrinsecamente anticristiana, antifamiliare e antinazionale". Il nuovo presidente, afferma Civitas, ha un programma "che spaventa e divide la Francia". Dunque nel nome di Giovanna d'Arco, l'associazione si appella a tutti i cattolici e a tutti i francesi affinché scendano in piazza. Questo il quadretto.

Civitas è l'erede di "Cité catholique", il gruppo fondato da Jean Ousset alla fine della seconda guerra mondiale. Ousset fu allievo di Maurras e poi amico e sodale di monsignor Marcel Lefebvre, il fondatore della Fraternità sacerdotale San Pio X, vale a dire il gruppo ultratradizionalista e reazionario anticonciliare per eccellenza. Las Fraternità è al centro di un importante negoziato con la Santa Sede per il suo completo rientro all'interno della Chiesa cattolica.

En passant ricordiamo che oggi a Roma si è svolta una improbabile "marcia per la vita" che ha visto scendere in piazza il sindaco Gianni Alemanno, responsabile di una delle più fallimentari amministrazioni capitoline del dopoguerra, con il sostegno del cardinale Camillo Ruini, l'uomo che ha guidato, nell'ultimo ventennio, la Chiesa italiana in una abbraccio mortale con Berlusconi e il Pdl. Ancora in piazza a Roma c'erano gruppi di estrema destra cattolici e non. La santa alleanza fra estrema destra e tradizionalismo cattolico va dunque in scena da Parigi a Roma: se questa è la destra politica oggi in grado di organizzarsi, non c'è da stare allegri ma in fondo è anche il segno di una deriva marginale e disperata. D'altro canto è anche arrivato il momento che i cattolici democratici battano un colpo.