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L'Italia e ....

Stazioni italiane a rischio incidenti, lo dice l'Unione europea

Le condizioni della rete ferroviaria italiana richiamano l'attenzione della Commissione Europea, che chiede chiarimenti.

redazione
giovedý 17 maggio 2012 16:02

Di Luca Scarnati

"La stazione Termini e i suoi passeggeri sono in pericolo". Questa frase riassume quanto scritto dalla Direzione generale per le investigazioni ferroviarie (DGIF) del Ministero infrastrutture e trasporti, dopo l'incidente del 26 aprile alla Stazione Termini di Roma. Quel giorno due Frecce rosse si scontrarono in prossimitÓ dell'ingresso in stazione, per fortuna senza grandi conseguenze per le persone. Oltre all'inchiesta della magistratura, ancora in corso e che per ora procede contro ignoti, Ŕ partita l'indagine del Ministero, le cui allarmanti conclusioni hanno fatto intervenire L'Agenzia delle Ferrovie Europee , l'organismo che vigila sulla salvaguardia dei principi di sicurezza ferroviaria per conto della Commissione Europea, e che chiede sia fatta chiarezza sullo stato della rete ferroviaria italiana.

Accertata la causa dell'incidente, un'interruzione di un centimetro e mezzo sul binario, sono state rilevate numerose emergenze, tra cui "fessurazione delle parti mobili e fisse di molti scambi", "assenza di bullonatura", "assenza dei previsti serraggi tra rotaia e traversa". Tanto che la DGIF ha intimato al Gruppo FS di effettuare, "con carattere di urgenza", una approfondita verifica dell'intero sistema di manutenzione della stazione Termini. "Ripristinare le condizioni di sicurezza del piazzale" per evitare il verificarsi di incidenti simili, le cui conseguenze potrebbero essere ben peggiori.

Replica Rete Ferroviaria Italiana (RFI), azienda del gruppo che gestisce la rete ferroviaria, precisando che "tutti gli standard definiti dalla normativa vigente in tema di sicurezza della circolazione ferroviaria nella stazione Roma Termini sono rispettati e certificati". E sottolinea che "RFI effettua in base alle cadenze previste dalla normativa sia visite e rilievi manuali sia rilievi strumentali con macchine diagnostiche, tutti eseguiti da parte di propri dipendenti tecnici specializzati".

Secondo una dichiarazione attribuita all'Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle ferrovie, successivamente smentita dalla stessa: "La quasi totale assenza di manutenzione oggi riscontrata Ŕ il risultato di una politica aziendale degli esodi e delle esternalizzazioni dei servizi manutentivi che ha visto diminuire la consistenza del personale dalle circa 220.000 unitÓ agli inizi degli anni '90, alle 100.000 unitÓ nel 2003. Nel 2010 le unitÓ in servizio ammontavano a 30.000 dipendenti RFI e 39.000 per Trenitalia. Un trend che ha proseguito anche negli anni successivi".

Commenti
  • luska 14/07/2012 alle 16:21:15 rispondi
    Incidenti sempre pi¨ frequenti...
    Incidenti sempre pi¨ frequenti: http://bologna.repubblica.it/cronaca/2012/07/14/news/treno_regionale_esce_dai_binari_nessun_ferito_grave_qualche_contuso-39039390/?ref=HREC1-7