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Fede e/o ragione

I corvi vaticani lavorano in vista del Conclave

A cosa puntano i corvi con "vatileaks"? Alla testa di Bertone, dicono i più. E se invece lavortassero in vista del Conclave?

redazione
martedì 22 maggio 2012 11:48

Lettere riservatissime indirizzate al Papa, dossier redatti dai suoi uffici: materiale quasi inaccessibile per antonomasia. C'è tutto questo nel libro "Sua Santità" appena giunto in libreria. Naturale che il Vaticano non ne possa più e risponda parlando di atto criminoso, violazione della privacy, furto e ricettazione. Lo stillicidio va avanti da troppo tempo, almeno per loro. E ha superato ogni possibile limite. Già, ma il problema è: chi passa i documenti perché lo fa? Molti sin qui hanno risposto vedendo in tutto questo una furiosa guerra contro il più stretto collaboratore del papa, il segretario di stato Tarcisio Bertone. Che non sia un fulmine di guerra ormai è chiaro a tutti, forse allo stesso Benedetto XVI. Ma una guerra del genere per far fuori un uomo prossimo alla pensione... Strano. Ecco allora che l'attenzione si sofferma sulle squadre in vista del conclave, ritenuto imminente viste età e condizioni di salute di Benedetto XVI. E balzano agli occhi Cielle, cui aderiscono molti dei protagonisti di questa vicenda, ma anche una squadra così anomalemnte forte da non poter non richiamare l'attenzione. Sono i genovesi, gli eredi del cardinal Siri, quel cardinale della "destra verace" che stava per diventare papa tanti anni fa, non fosse uscita una sua intervista troppo forte, e a conclave quasi in corso .
I "siriani" sono ben quattro, cardinali tutti elettori : Piacenza, Bagnasco, Moraglia, quest'ultimo papabile, essendo patriarca di Venezia e Calcagno, presidente dell'Apsa. A loro va sommato il prelato d'onore di Sua Santità, Guido Marini, cerimoniere del Papa. Nomi di questa forza (Piacenza è prefetto per il clero e Bagnasco presidente della Cei). Un gruppo di tale irragionevole forza, evidentemente parte attiva dell'attuale "sistema si potere" può puntare al soglio di Pietro, ma solo se non fossero più in corsa i ratzingeriani; quello di destra, il ciellino Scola, arcivescovo di Milano, e quello di sinistra, Schonborn, aricvescovo di Vienna.
Contro Scola, poco notata ma molto importante, è filtrata dai sacri palazzi quella astutissima letterina di don Carròn, capo di Cielle. E' la lettera in cui il prelato, con un colpo di genio, scrive la verità, dicendo chiaro chiaro che se il suo amico Scola fosse diventato arcivescovo di Milano avrebbe messo da parte quella giustizia sociale con cui il Tettamanzi arrecava tanto danni al centro-destra. Bella lettera, non c'è che dire...
Scola dunque sembra colpito da "vatileaks", ma l'austriaco no, è un uomo brillante, accorto e stimatissimo. E poi ci possono essere altri ratzingeriani pronti a emergere, tipo l'americano Dolan, rampante per la sua guerra a Obama.
Ma se traballasse il loro mentore, non in senso di "linea" ma in senso di inidoneità gestionale, anche i suoi uomini ne soffrirebbero. E, guarda caso, proprio l'idea di ingovernabilità scaturisce dalla grande fuga di documenti vaticani. Intorno al papa, emerge dallo scandalo, c'è corruzione, incapacità, arroganza... In queste condizioni i "siriani" potrebbero davvero coronare , per interposta persona, il vecchio sogno dell'arcivescovo di Genova. Se risultassero "oggetivamente impresentabil" gli uomini del papa, alla "destra" non resterebbero che loro. E un "siriano" potrebbe arrivare lì dove il maestro non arrivò.
Ps: per chi voglia chiarirsi le idee su chia sia stato il cardinal Siri (e quindi chi siano i siriani) può essere interessante questa citazione del Siri, fatta da un "siriano d'azione", l'attuale titolare dei rapporti con gli Stati del Vaticano, Monsignor Mamberti: "Si dice che dobbiamo tenere il passo coi tempi. Ciò è vero, ma fino ad un certo punto. Ricordatevi che i tempi passano, le vampate si raffreddano, le celebrità vanno in museo, i fatti muoiono. Noi invece dobbiamo restare. Sì, restare, per la missione che dura fino alla fine dei tempi e per legare tra loro età ed esperienze, affinché ogni cosa si redima in Cristo e le anime si salvino. Accompagnare sì; precipitare con chi precipita, no!