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Energia pulita

ACEA? Alemanno, basta balle! Il 2 giugno mobilitazione in arrivo

Il sindaco di Roma replica a chi lo accusa di svendere ACEA con un sito internet, intanto il Governo lo smentisce e i movimenti preparano la piazza.

redazione
giovedì 24 maggio 2012 15:28

Di Luca Scarnati

Alemanno si ritiene vittima di una campagna di disinformazione da parte dell'opposizione. Così per replicare a chi lo accusa di svendere il patrimonio pubblico di ACEA S.p.A., dà vita, con inaspettata eleganza, al sito: www.bastaballe.it, dove punto per punto cerca di smontare le tesi accusatorie. Ci riesce? Giudichi il lettore, il sito non dà possibilità di replica, ma sul suo profilo Facebook i commenti non sono teneri. In un momento in cui gli aumenti dei biglietti e degli abbonamenti del trasporto pubblico, e la loro caotica gestione, hanno dato un ulteriore colpo alla popolarità del sindaco tra i suoi cittadini, forse più che chiacchiere e lustrini qualcuno vorrebbe fatti. In particolare Legambiente contesta il presunto obbligo alla vendita in base all'articolo 4 del decreto legge 138/2011, la legge sulle liberalizzazioni, questione piuttosto tecnica, ma secondo Legambiente infondata. Argomento su cui Alemanno è stato per altro smentito anche dal Governo tramite il sottosegretario allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti, che ha rispsoto in merito in commissione Attivita' produttive della Camera ad un'apposita interrogazione parlamentare.

A decidere sulla delibera n. 32 del sindaco sarà il Consiglio comunale della città, l'opposizione prepara 160.000 emendamenti e il 28 maggio i lavoratori di ACEA hanno proclamato uno sciopero di 4 ore contro la svendita. Contestate le modalità e le finalità: la cessione del pacchetto del 21% direttamente in borsa frutterebbe un incasso, non superiore ai 200 milioni di euro, necessari secondo la giunta Alemanno a coprire un buco di bilancio. Eppure questa cifra sfiora quella necessaria a coprire gli stipendi delle oltre 3.000 persone assunte negli ultimi anni dalle aziende municipalizzate da questa giunta. Ricordiamo che l'azienda, che si occupa di acqua e di energia, copre circa 8 milioni di utenti, con un fatturato intorno ai 3 miliardi di euro e circa 7.000 dipendenti. Il Comune di Roma detiene attualmente il 51% delle azioni della holding, il 15% appartiene a Caltagirone, l'11,5% alla Francese GDF e il restante 22,5% all'azionariato diffuso.

L'Assessore provinciale al bilancio Antonio Rosati, pd, ha dichiarato: "Quella d Alemanno è una proposta che, se realizzata, rischia di trasformarsi in una sciagura sul piano tecnico e finanziario. L'idea della vendita nasce completamente priva di un progetto industriale, studiata solo per fare cassa: il risultato sarà la perdita della forte capacità attrattiva del titolo in un momento in cui il valore è precipitato rispetto agli anni precedenti. Le azioni, quindi, verranno vendute a valore nominale per ricavare circa 200 milioni di euro, una cifra inversamente proporzionale al danno economico subìto".

Intanto il Forum Italiano dei Movimenti dell'Acqua continua con la campagna www.dilloadalemanno.it e da appuntamento per tutti il 2 giugno a Roma, dove più di 1.200.000 di cittadini si sono espressi contro la privatizzazione dell'acqua, per una manifestazione nazionale "per l'attuazione del risultato referendario, per la riappropriazione sociale e la tutela dell'acqua e dei beni comuni, per la pace, i diritti e la democrazia, per un'alternativa alle politiche d'austerità del Governo e dell'Europa".