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Arabi in rivolta

Siria: la strage di Hula, nuovo capitolo dell'orrore del terzo millennio

Alle Nazioni Unite la condanna del mondo contro il regime di Damasco, i cadaveri dei bambini svegliano la coscienza dormiente dei governi. Ma la strage continua.

redazione
lunedì 28 maggio 2012 09:57

Di seguito il punto sulla crisi siriana, nel frattempo l'opposizione ha fato sapere che i massacri proseguono: sono nelel ultime 24 ore, secondo fonti dell'opposizione, ad Hama sono morte 41 persone.

Il Consiglio di sicurezza dell'Onu ''ha condannato nei termini piu' forti possibili le uccisioni di civili, causate da colpi sparati da vicino e da gravi abusi fisici come confermato dagli osservatori internazionali, di decine di uomini, donne e bambini e il ferimento di altre centinaia di persone'', in combattimenti che hanno ''comportato bombardamenti da parte dell'artiglieria governativa''. I responsabili del massacro ''saranno chiamati a risponderne''.

E' quanto si legge nel testo della dichiarazione congiunta varata dai Quindici durante un vertice last-minute volto a deplorare il massacro della citta' di Hula, durante il quale hanno perso la vita 108 persone, di cui 49 bambini e 34 donne uccise a bruciapelo da milizie di Shabiha fedeli al regime di Damasco, secondo quanto riferito dalle opposizioni in Siria.

Alla riunione del Consiglio, convocata in via straordinaria nella notte, ha partecipato in videoconferenza anche il capo della missione delle Nazioni Unite in Siria, il generale Robert Mood. Tre ore di duro confronto, un braccio di ferro tra le potenze occidentali e Mosca, poi la condanna finale, approvata all'unanimita', nella quale si ribadisce la richiesta del ritiro delle armi pesanti dalle citta' siriane come previsto dal piano di pace dell'inviato speciale Kofi Annan. La Russia, principale alleato del presidente Bashar al-Assad, e' tornata sui suoi passi dopo aver dichiarato di non ritenere responsabile il governo della strage. Alla misura, sostenuta da Francia e Gran Bretagna, si era infatti opposta la Federazione russa, propensa ad adottare ''una dichiarazione di condanna piu' generica'' senza che il massacro venisse attribuito ai fedelissimi di Assad in vista delle dichiarazioni del ministero degli Esteri siriano, secondo cui ''l'omicidio di civili nella citta' di Hula e' un evento tragico che merita di essere condannato'' ed ''e' necessario esaminare seriamente le cause di quello che e' accaduto''.

Sulla matrice della strage, tuttavia,secondo il governo siriano e secondo alcuni settori dell'opinione pubblica, non vi sarebbe ancora un responsabile diretto Alcuni, insomma, fanno finta che gli osservatori Onu in Siria non abbiano detto ciò che hanno detto: e cioè che i colpeovli della strage sono i militari dell'esercito di Assad e le prove si trovan osui cadaveri devastati dalle schegge delle grante dell'esercito siriano.

In ogni caso in una nota diramata ieri dal Palazzo di Vetro, il presidente dell'Assemblea Generale dell'Onu, Nassir Abdulaziz al Nasser, ha chiesto alle autorita' siriane di porre fine alle violenze rispettando gli impegni assunti nel quadro di un cessate il fuoco fissato il mese scorso.
Il segretario generale delle Nazioi Unite, Ban Ki-moon, in una lettera inviata durante la riunione del Consiglio ha poi confermato quato dicono i caschi blu sul campo: le persone sono state trucidate a colpi di artiglieria dei carriarmati del regime. Unanime la condanna della comunita' internazionale. Il ministro degli Esteri Giulio Terzi ha parlato di ''un orribile massacro di civili inermi'', aggiungendo di essere ''in contatto con i partner europei e della regione maggiormente interessati alla crisi in Siria per discutere degli ultimi drammatici sviluppi, a margine della conferenza internazionale sulla Somalia che si aprira' a Istanbul giovedi' 31 maggio''.
Gli Stati Uniti si sono detti ''inorriditi. Questi atti - ha aggiunto un portavoce della Casa Bianca - rappresentano un vile testamento da parte di un regime illegittimo che risponde a una protesta politica pacifica con una brutalita' di indicibile disumanita'''. A quanto scrive il New York Times il presidente americano Barack Obama starebbe anche pensando ad una soluzione sul modello yemenita: l'esilio di Bashar Al Assad e la permanenza al potere di una parte delle personalita' della sua cerchia. Il quotidiano statunitense riferisce che Obama avrebbe gia' discusso la sua idea con il primo ministro russo Dmitri Medvedev, in occasione del recente vertice del G8 a Camp David e si appresta a parlarne direttamente con il presidente Vladimir Putin durante l'incontro che i due capi di Stato avranno il mese prossimo.

Il ministro degli esteri britannico William Hague si e' pronunciato ''assolutamente nauseato'' dalla strage e ha ricordato che la Gran Bretagna ''ha il potere'' di bloccare i dignitari siriani che volessero venire a Londra per le Olimpiadi. Lo Stesso Ban Ki-moon e l'inviato Kofi Annan hanno criticato ''nei termini piu' forti'' le uccisioni. ''Questo crimine orrendo e brutale - hanno affermato i due in una nota - e' una flagrante violazione del diritto internazionale e degli impegni che il governo siriano ha assunto sulla cessazione della violenza prevista dal piano di pace''. L'Alto rappresentante della politica estera dell'Unione europea, Catherine Ashton, si e' detta ''inorridita dalle notizie del brutale massacro''.
In un comunicato diffuso nella notte, il capo della diplomazia europea ha ''condannato questo atto efferato perpetrato dal regime siriano contro il suo stesso popolo nonostante l'accordo per il cessate il fuoco e la presenza degli osservatori Onu'' invitando le potenze mondiali a continuare a ''parlare con una sola voce per chiedere la fine dello spargimento di sangue e le dimissioni di Bashar Assad al fine di consentire una transizione democratica'' nel Paese. Quella di Hula e' una delle peggiori pagine del nuovo millennio, finita non a caso in Rete per conto degli oppositori di Damasco con l'intenzione di divulgare al mondo la tragedia: nelle immagini si mostrano cadaveri di bambini, anche di un anno, stesi a terra, alcuni con gli occhi sbarrati, altri con ferite devastanti al volto, altri ancora che sembrano dormire, con indosso il loro piccolo pigiama.