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Parla il gesuita: Celentano, trionfo dell'insignificante di questa tv mostruosa

La stampa cattolica deve parlare anche di politica pure se qualche volta esprime un'incoerenza totale rispetto al Vangelo. L'antidoto vero è spegnere la tv.

redazione
giovedì 16 febbraio 2012 09:33

Di Francesco Peloso

Padre Virgilio Fantuzzi, gesuita della Civiltà cattolica, non usa mezzi termini: non ama troppo la televisione - "è capace di rincretinire milioni di persone" - e di Celentano ha un opinione severa. In quanto ai giornali cattolici, non sono perfetti. Di seguito l'intervista che ho realizzato con lui per il Secolo XIX.

"Celentano? È un personaggio sopravvalutato che non ha assolutamente nulla da dire", "in tv siamo all'elefantiasi dell'insignificante, è un capovolgimento mostruoso delle proporzioni". E' caustico sul Molleggiato e un po' 'antitelevisivo' in generale, padre Virgilio Fantuzzi, responsabile della sezione spettacolo e comunicazione della Civiltà cattolica, la storica e autorevole rivista della Compagnia di Gesù le cui bozze ricevono di volta in volta il 'visto' della Segreteria di Stato vaticana. Ciò non impedisce agli scrittori-gesuiti di prendere posizione in modo puntuale e spesso critico in merito ai diversi aspetti della realtà sociale e culturale del nostro Paese.
Padre Fantuzzi, ma perché i giornali cattolici non dovrebbero parlare di politica come dice Celentano?
Direi intanto che parlare di Dio sui giornali non è la cosa più facile di questo mondo, non capisco come gli argomenti relativi alla fede debbano stare sui giornali. I giornali devono parlare di tutto. E da questi giornali qui (Avvenire, Famiglia cristiana, ndr) ci si aspetta un punto di vista ispirato al Vangelo. Certo non posso garantire che siano in tutto e per tutto ispirati al Vangelo, può essere che una volta sono dentro il Vangelo e una volta si trovino diciamo un po' a lato. In alcuni casi ci può essere un'incoerenza totale. Siccome Gesù ha detto beati i poveri, se se si fa una campagna stampa in cui si afferma: 'beati i ricchi' non si tiene in questo modo compagnia alle famiglie cattoliche.
Cosa pensa del Celentano televisivo?
Su Celentano mi pare che ci sia una sopravvalutazione del personaggio che riguarda tanto lui quanto altri che vanno in tv. Si tratta di personaggi che non hanno assolutamente nulla da dire e raggiungono un'importanza sproporzionata, è una sorta di capovolgimento impressionante delle proporzioni.
Ma il personaggio Celentano, però, ha spesso avuto uno strepitoso successo con le sue performance in tv
Dal punto di vista della sua professionalità come cantante non ho competenza. Tuttavia ho un ricordo legato alla sua figura. C'era un prete, un tempo ad Asiago, in Veneto, dove Celentano andava in vacanza con la moglie, che salutava i parrocchiani sulla porta della Chiesa in modo diretto, dandogli del 'tu'. Quando arrivava la moglie di Celentano gli diceva: 'Sei una persona molto intelligente, non capisco come tu abbia potuto sposare un ebete come questo qui'. Era una battuta naturalmente, ma nell'attuale meccanismo televisivo sembra che un ebete diventi un guru.
Dunque è la tv che produce il guru, è il mezzo che costruisce il personaggio
Siamo di fronte a una sopravvalutazione mostruosa di personaggi e di fenomeni marginali. Il gossip pomeridiano della tv è ormai diventato una cosa mostruosa. Il fatto è che con la tv l'apparenza diventa un totem gigantesco, una forma di idolatria. Ma quale Dio, verrebbe da dire, qui siamo all'elefantiasi dell'insignificante. Tutto s'immiserisce nel discorso televisivo, il problema non è il povero 'ebete'Celentano ma il sistema che gli sta intorno. La cosa da fare non è nemmeno cambiare canale, ma spegnere la televisione perché, dico spesso da prete ai fedeli, in casa non avete solo un elettrodomestico, ma un'arma. In definitiva direi che la tv feticizza tutto e costruisce il guru.

Commenti
  • claudio s-a 22/02/2012 alle 10:08:59 rispondi
    sepolcri imbiancati
    Altro che tv, la/le religioni,e´ storicamente accertato che abbiano rincretinito milioni di persone !
      E' nella storia del potere e delle guerre che arrivano sino ad oggi, che e´ la testimonianza di questo.
      Ci si deve rendere conto che l'attacco a Celentano , e´ solo uno dei metodi usati per distogliere dai veri problemi la civilta´ dell´impegno serio e civile contro privilegi ed arroganze becere. I problemi posti, sono quelli che riguardano solo uno degli aspetti in questo caso, poiche´,la chiesa cattolica italiana, attraverso meccanismi consolidati da una gestione del potere che l´ha affiancata ai peggiori governi reazionari ,tra l'altro, proprietaria della catena dei "cinema dei preti" e quanto ad essa collegata e cresciuta,e quindi di un potere enorme nella distribuzione e nel meccanismo di censure che ha avvinto il Cinema Italiano da sempre, hanno costretto l´Italia, e l'hanno mantenuta in tali ranghi, tra i paesi che oggi sono sud dell'Europa.
    L'informazione deviata, non ha consentito agli italiani di costruirsi le opinioni,quelle seriamente verificate, ricchezze ancorche´ diverse, e quindi di fare scelte che oggi si sarebbero dimostrate vincenti.Altro che prendersela con Celentano che ha deciso di fare beneficenza in un modo suo e senza il consenso di chicchessia.