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Europa

L'emiro del Qatar fa shopping nell'Europa in crisi

In meno di una settimana il fondo sovrano del Qatar ha acquistato la Costa Smeralda e la banca Dexia. Intanto Doha si rifà il look a suon di miliardi in vista dei Mondiali.

redazione
venerdì 6 aprile 2012 12:03

di Valerio Refat<

La strategia delle acquisizioni messa in atto su scala globale dalla famiglia reale del Qatar sembra puntare direttamente al cuore del Vecchio Continente: dopo i 600 milioni di euro messi sul piatto per la Costa Smeralda Holding, la qatarina Precision Capital ha rilevato per 370 milioni la filiale lussemburghese di Dexia, la banca europea colpita più duramente dalla crisi del debito. Il disco verde della Commissione Europea, indispensabile per la chiusura dell'operazione, dovrebbe arrivare entro tre mesi.
Dexia è finita per ben due volte ad un passo dal baratro: la prima nel 2008 a causa del crack Lehman Brothers, la seconda alla fine del 2011, per la massiccia presenza nei suoi forzieri di titoli di Stato di Paesi a rischio. Nel contesto dell'ultimo piano di salvataggio promosso dai governi di Francia, Belgio e Lussemburgo sono stati stanziati aiuti per una cifra superiore a 40 miliardi di euro e le attività dell'istituto hanno subito lo smembramento.
Nel frattempo la trattativa intavolata dalla Qatar Holding per assumere il controllo dei 3500 ettari dell'area più ambita della Sardegna è destinata a concludersi entro poche settimane. Il magnate di origini libanesi Tom Barrack, è subentrato nove anni fa all'Aga Khan nella proprietà dell'area e, recentemente, ha messo a segno diversi affari con gli Al Thani, a partire dalla cessione ai qatarini del Paris Saint Germain, avvenuta nel 2010, e dall'acquisizione della Miramax, la casa di produzione cinematografica di cui entrambi i soggetti sono azionisti.
La Qatar Holding, forte di un capitale stimato in 60 miliardi di dollari, ha acquisito nel 2006 lo storico Hotel Gallia di Milano e tre anni dopo il 14,7 per cento del Consorzio Costa Smeralda. Nonostante il cambio al vertice, il management della società presieduta da Franco Carraro non dovrebbe subire mutamenti, così come la gestione degli alberghi che, per altri dieci anni, resterà nelle mani della Starwood.
Ma se lo shopping del Qatar nell'Europa in crisi non conosce soste, anche a Doha l'emiro non bada a spese. Il piano di potenziamento delle infrastrutture in vista dei Mondiali di calcio del 2022 ha subito un'accelerazione con l'imminente assegnazione del primo lotto dei lavori per la costruzione della linea metropolitana, che sarà lunga 85 chilometri e costerà 41 miliardi di dollari. L'ammodernamento riguarderà anche la rete viaria di superficie, l'aeroporto internazionale e il porto, per una spesa complessiva di ulteriori 38 miliardi.
Il piccolo emirato, che secondo l'ultimo rapporto della Qatar National Bank Capital avrebbe riserve di idrocarburi per 9,5 trilioni di dollari, sta progettando una rivoluzione tecnologica senza precedenti e sarebbe pronto ad assumere ventimila ingegneri ed esperti di informatica nel prossimo triennio. Il principe ereditario Tamin Bin Hamad Al Thani, presidente del Consiglio superiore per l'informatica e l'informazione, ha assicurato un investimento di 550 milioni di dollari per la diffusione della banda larga in tutte le abitazioni del Paese.
Le sanzioni varate dalla comunità internazionale nei confronti dell'Iran stanno contribuendo ad allargare ulteriormente la sfera d'azione del Qatar nel subcontinente asiatico. Nei giorni scorsi il ministro del Petrolio indiano Jaipal Reddy ha incontrato il suo omologo qatarino Mohammed Al Sada allo scopo di ottenere, per ora senza successo, gas ad un prezzo concorrenziale. L'India, che ha in Teheran il secondo fornitore di idrocarburi dopo l'Arabia Saudita, necessita di cinque milioni di tonnellate di gas l'anno per tamponare l'emorragia che si verrebbe a creare nel suo sistema di approvvigionamento con la riduzione delle importazioni dall'Iran.