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Arabi in rivolta

"L'Islam è la sola risposta" anche per i nostri giornali

Luoghi comuni in tutti i teatri della Primavera, ma è sulla il Siria il trionfo delle catogorie "binadeniane degli anti binladenisti".

redazione
giovedì 12 aprile 2012 12:42

Da quando la primavera araba è esplosa in tutta la sua veemente portata rivoluzionaria, molti osservatori europei sembrano aver fatto proprio il più intimo convincimento degli estremisi islamici, per cui "l' Islam è la sola risposta", anche alle loro domande. C'è un rischio per il domani? L'Islam! Cosa accadrà dopo le rivolte? Chi andrà al potere? L'Islam! Risposte semplici, si dirà, certamente chiare. Ma forse sfugge così che il giovane tunisino che si immolò nel nome della vita era un musulmano, così come è un musulmano il generale tunisino che disubbedì, si rifiutò di sparare sugli insorti e aprì le porte alla caduta del regime.
I luoghi comuni hanno toccato tutti i teatri della Primavera, ma è in Siria che le catogorie "binadeniane degli anti binladenisti" hanno dato il meglio di sè. Forse perchè quella siriane è una partita decisiva. Ecco che un regime fascista, visto che il Baath invoca una "nazione" ridotta a un partito ridotto a un capo, diviene un regime "laico", sebbene basato su un dato clanico e religioso.
Ecco che la resistenza a una repressione feroce del dissenso diviene "terrorismo", come se l'unica resistenza d'improvviso ammissibile per gli arabi sia quella gandhiana.
Ed ecco che i resistenti diventano fondamentalisti e il loro nemico, di conseguenza, nemico del fondamentalismo, pur avendo sostenuto Hamas e sostenendo (o essendo sostenuto da ) Hezbollah.
Queste categorie appartengono a una logica capovolta, che capovolge la realtà per non vederla. E la realtà a nostro avviso è che la Primavera siriana apre l'ultima breccia nel muro di Berlino arabo, quello che ha imposto un'ideologia nazionalista totalitaria che ha ammalato società e religioni. La sconfitta di questa ideologia è cominciata con il fallimento dell'ideologia opposta, che la sosteneva: l'ideologia bushiana dell'esportazione della democrazia. Quel fallimento ha liberato gli arabi dall'obbligo di stare silenti soto i loro despoti, spingendoli a cercare nuovi incontri: soprattuto con la libertà e la modernità.
La storia non viaggia in autostrada, i suoi percorsi non sono privi di gincane e contraddizioni, ma la Primavera siriana ha il grande merito di aver cominciato a costruire la società nuova all'interno della vecchia società, senza sfumature, del Baath. Questo ce lo indica chiaramente il suo carattere di "mobilitazione coordinata orizzontalmente", esattamente il contrario del modello sociale baathista.