Globalist:


Minoranze

I tuareg, il terrorismo, il Mali

Il Mali scompare? I tuareg hanno sposato le posizioni dei salafiti? Sì, ma è un matrimonio contro natura, di interesse. Il sociologo Luciano Ardesi ne illustra i perché.

Fabrizio Noli
venerdì 13 aprile 2012 19:07

Chi sono i Tuareg? Sappiamo che sono berberi, forse discendenti dei "mori" scacciati dalla Spagna della "reconquista", da sempre interpreti di un Islam "moderato", non privo di riferimenti alla vecchia fede cristiana, professata fino all'invasione araba del Nord Africa. Infatti, come i cristiani, venerano i Santi. Ora, sembra proprio che una parte di loro stia cedendo alle lusinghe di Al Qaida, sposando la causa dell'estremismo islamico, a giudicare i resoconti degli ultimi eventi nel Nord del Mali. Luciano Ardesi, sociologo, scrittore e presidente dell'Associazione nazionale di solidarietà con il popolo Saharawi, nonché per anni docente di Sociologia all'Università di Algeri, ci ha fornito questa risposta:

"Bisogna esaminare con attenzione gli ultimi sviluppi del movimento di liberazione tuareg, nel Mali. La parte settentrionale del paese, che i tuareg considerano alla stregua di una vera e propria madrepatria, è sempre stata poverissima ed emarginata dal governo di Bamako, anche quando sono stati sanciti accordi di pace. Già da anni, peraltro, la regione è teatro delle azioni di gruppi che si ispirano ad Al Quaeda. Gruppi con i quali almeno una parte dei tuareg maliani hanno manifestato un progressivo conveergere di interessi, finendo per dedicarsi non solo ad attività come il contrabbando ma anche ai rapipmenti di cittadini stranieri"

Peraltro, dire tuareg forse non è proprio esatto al 100%. Si tratta di popolazioni che fanno parte della grande famiglia berbera, che dalle coste nordafricane si sono spinti fino al Camerun del Nord. I bororo sono considerati "mezzi-tuareg". A chiazze, per così dire, ricoprono un'areale immenso. M cosa succederebbe se le popolazioni tuareg del Sahel abbracciassero tutte insieme la causa integralista?

"Il salafismo, su questo non c'è dubbio, ha fatto breccia, almeno in parte, presso le varie popolazioni tuareg. Se volgiamo dirla tutta è una contraddizione palese, dato che i tuareg hanno abbracciato e poi sempre professato una versione molto liberale dell'Islam. Diciamo che si tratta di un matrimonio "d'interesse", stante la presenza di gruppi armati fondamentalisti un po' in tutta la regione. In pratica, alleati cui appoggiarsi contro i vari governi centrali. Però, da qui a ipotizzare un'egemonia del fondamentalismo sui tuareg ce ne corre. Sono troppo amanti della libertà e individualisti. Il che poi, de facto, li ha sempre penalizzati sul piano pratico, delle aspirazioni indipendentiste o autonomiste"

Ma quanto pesa, sul momento attuale che vive il Sahel, la caduta di Gheddafi?

"Certo, un peso ce l'ha, per via dei grandi traffici di armi che hanno fatto seguito alla sua caduta. Intendiamoci, è difficile immaginare Gheddafi come un fattore equilibrante, tanto più se si considera che ha sempre strumentalizzato i tuareg, suandoli contro i vari governi della regione, salvo poi negare l'identità berbero-tuareg in Libia, a casa sua! Direi però che il vero problema non è stato tanto l'assalto agli arsenali dell'esercito di Gheddafi, una volta che il regime si è sfaldato, quanto l'incauta distribuzione di materiale bellico ai ribelli da parte della Nato. Ci voleva maggiore prudenza"

Commenti
  • Anonimo 14/04/2012 alle 15:24:08 rispondi
    Le favole di Ardesi
    Ardesi racconta le favole e ambiguità, nella crisi si aspetta anche una versione del genere. Il cosiddetto sociologo non parla mai di Tuareg algerini. Peggio ancora non parla del gruppo terroristico AQMI che si trova proprio in Algeria. infine lo stesso finto sociologo pagato, senza dubbio d'Algeri trascura la connivenza tra AQMI, bande criminali e i separatisti del Polisario nei campi di Tindouf in Algeria, il luogo in cui è stata rapita la nostra Rossella URRU. Certamente ci vuole maggiore prudenza di finti sociologi...